Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Viaggio in Libano a 27 anni dall'orrore di Sabra e Shatila

di Nicola Lofoco

 

Kana, Libano. Campo profughi palestinese. Ad accoglierti all’ingresso un gruppo di miltari libanesi rigorasamente armati. Superati i controlli di routine, e` possible percorrere l`unica strada che concede la possibilita` di entrare od uscire dal campo. All` ingresso i primi palestinesi che ti accolgono lo fanno con gentilezza e cordialita`. Bambini che ti sorridono, uomini che ti stringono la mano, tante persone che ti guardano con simpatia.  Tutto questo dovrebbe far pensare di essere entrati in un luogo colmo di gioia . Basta iniziare a passeggiare per le vie del campo anche per pochi minuti per rendersi conto che la realta` e` ben lontana da tutto questo. Le condizioni delle abitazioni sono fatiscenti e troppo obsolete per poter ospitare oltre 20.000 profughi in meno di 1,5 km quadrati. Il numero delle persone ospitate nel campo e` sempre in costante crescita, dato che il flusso di palestinesi verso I campi libanesi e` sempre piu alto. Ma nonostante questo, le dimensioni sono e saranno sempre le stesse. Sempre di piu` , dunque. Sempre piu` palestinesi in cerca di una patria e di una pace che ancora non ci sono. Sempre piu`palestinesi che in Libano non godono di diritti civili o politici. Andando avanti nella visita seguiamo un gruppo di musicisti che suona un allegra musica per darci il benvenuto. Un momento di allegria che cercano di vivere insieme a chi, ogni tanto, fa loro visita. Per i piccoli vicoli che compogono il campo la gente esce, guardadoti con simpatia. La stessa simpatia che ti fanno provare dei bambini disposti a farsi una foto con te, o quella di un venditore di bibite che ti vende una lattina di aranciata per 750 lire libanesi ( circa 20 centesimi di euro). I colori, I tanti colori delle magliette dei bambini che corrono e giocano vicino ad una piccola pozzanghera di acqua sono subito ben visibili agli occhi di continua a girare per il campo. Perche` a Kana di bimbi ce ne sono tanti. Tanti che non sanno ancora perche` non possono uscire da quell cancello. Tanti che non sanno perche` sono nati propio la. All` interno di questo campo, incontriamo il presidente dell` associazione “Beit aftal assomoud” presieduta da Kassem Aina, gia` coordinatore di tutte le ONG palestinesi che operano in Libano, che ha sottolineato l`importanza di promouovere “ Inizative sportive , educative e di formazione all`interno del campo”. Ha successivamente aggiunto che e` anche fondamentale sviluppare e convolgere le persone in attivita` sulla sicurezza del campo e sul miglioramento della vita sociale interna. All`uscita del campo tutti ti salutano con le braccia tese, come se volessero ringraziarti tanto per avergli fatto visita, e forse,come speri, per essere riuscito anche a donargli un sorriso.Attualmente in tutto il Libano ci sono circa 500.000 esuli palestinesi, dislocati in 12 campi. Sulla condizione dei profughi palestinesi in Libano parla anche il sindaco di Sidone,Abdel Rahman el Bezri, che sottolinea come nella sua citta` vengano ospitati circa il 40% di tutti I profughi,e che costituiscono ben 1/3 della manodopera presente nell` antica citta` di Sidone. Sollecita tutte le organizzazioni internazionali ad avere un riguardo maggiore nella risoluzione del problema palestinese. “ L`Unione Europea ci chiede di integrare in Libano I palestinesi. Ma non e` cosi che si risolve la causa palestinese”, aggiungendo poi che e` necessario avere da parte delle forze militari UNIFIL, presenti sul terrotorio libanese dopo il conflitto con Israele del 2006, un maggiore controllo dei confini e della sovranita` libanese. Un paese che, ancora oggi, non ha un governo in carica. Saad Hariri non ha ancora sciolto il nodo della formazione del prossimo governo , che in Libano e` composto da 30 persone. Ogni governo in carica riceve la fiducia da un parlamento composto da 120 deputati, che sono suddivisi per appartenenza religiosa, tra sunniti, sciiti , cristiano maroniti ed altre confessioni. Sulla base di questo, Saad Hariri ha proposto di poter scegliere ben 15 ministri, lasciando la nomina di altri 10 a partiti del parlamento e degli ultimo 5 al presidende della Repubblica libanese. Una formula che pare non sia molto piaciuta. In particolare, non c e` accordo con il partito sciita di Hezbollah, sempre piu influente nella vita politica e sociale del Libano. E` chiaro che una ripresa dei negoziati di pace con Israele e di una risposta precisa sulla soluzione dei problemi che vivono quotidianemente in Libano il dramma della vita dei campi puo` venire solo da un governo forte e stabile.A Saad Hariri il compito di sciogliere questo nodo, affinche` il Libano possa avere subito un governo nel pieno dei suoi poteri e delle sue funzioni nell`interesse sia del libanesi sia del palestinesi presenti in Libano.

dal "Riformista" del 14.09.2009

 

 

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