Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

E venne il giorno di Sergio Zavoli

di Nicola Lofoco

 Dopo aver  accantonato quella che era diventata la “teatrale bazzecola” di Paolo Villari, più volte richiamato dai presidenti di camera e senato a dimettersi, oltre che da tutti i gruppi parlamentari e rimasto nonostante tutto questo incredibilmente inchiodato sulla poltrona della presidenza, tutti i partiti raggiunsero nel 2009 un accordo  sul nome dell’ex numero uno di Viale Mazzini come presidente della commissione di vigilanza Rai. Nato a Ravenna ben 87 anni fa, il suo nome è scolpito negli annali della storia del giornalismo italiano. Importantissima che la sua attività pubblicistica inerente a libri e programmi televisivi.   Dopo aver iniziato giovanissimo l’attività da giornalista, è stato sino al 1962 cronista radiofonico per poi giungere al fulcro principale dell’ informazione : la Rai Tv. Dopo molti programmi di successo, ne diviene presidente dal 1982 al 1986. Ma è nel 1989 che firma una delle sue opere più pregevoli: La notte della Repubblica. Una serie di documentari sugli “anni di piombo “. Dalla strage di Piazza Fontana a quella dell’Italicus, per arrivare a quella sulla morte di Aldo Moro, Sergio Zavoli riesce a creare il miglior documento televisivo sul terrorismo italiano. Ogni avvenimento è documentato da immagini, corredato da interviste e descritto con minuziosa professionalità. E’ soprattutto questo il momento più alto della sua carriere, che culminerà anche con un libro intitolato proprio “La notte della Repubblica”. Dopo numerosi premi e riconoscimenti in campo giornalistico, nel 2007 la facoltà di Roma “La Sapienza” gli conferisce la laurea onoris causa in “Editoria, comunicazione e giornalismo “. Sino ad arrivare a sedere sui banchi del parlamento italiano, nel 2006 con l’Ulivo e nel 2008 con il partito democratico. A volte è stata anche chiesto il suo ritorno a presidente della Rai, una nomina cheè stata sempre più volte contesa e discussa tra i partiti politici,ma che frequentemente ha messo sempre tutti in accordo sul suo nome. Con questo curriculum professionale di tutto rispetto, è stata sicuramente la persona più idonea per ricoprire la carica di presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai,. Del resto, non si poteva non essere d’accordo sul nome del più noto giornalista televisivo italiano, un nome che dovrebbe coniugare alla perfezione il controllo su informazione e democrazia sulla Tv di stato.

 

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