Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Cossiga:addio al "picconatore"

di Nicola Lofoco

L’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga è scomparso. Il “ picconatore” della prima Repubblica non è più tra i banchi del senato. E con lui se ne vanno pezzi interi di storia d’Italia. Dal “caso Moro” a “Gladio” , certamente non avremo più una di quelle menti che poteva ,e doveva, fare chiarezza. Un sondaggio promosso da Sky Tg24 ha rilevato che la maggior parte degli italiani credono che con la vita di Cossiga siano andati anche via tanti segreti legati al nostro passato.  Ed è subito il valzer dei ricordi, dei “cordogli”, di chi lo definisce uomo di stato e servitore della patria. La storia certo, non si giudica con i se e con i ma. E non si può giudicare politicamente una persona se non si hanno elementi certi su cui basare il proprio giudizio. In ogni caso, non va dimenticato che l’ ex picconatore non ha voluto i funerali di stato, chiedendo in modo chiaro di avere una cerimonia in forma privata. Come mai? Problemi di opportunità politica o di coscienza ? Non lo potremo sapere. Come non potremo sapere il contenuto delle 4 lettere inviate con plichi sigillati alle 4 più alte cariche dello stato: Napolitano, Schifani, Fini, Berlusconi. Da tutti definito il “testamento politico” di Francesco Cossiga, da dove ha ribadito il suo senso di fedeltà e lealtà alle Istituzioni. Ma dilagano anche le supposizioni su cosa altro queste lettere contenevano. Supposizioni degne del gossip più lucido ed eclatante. Segreti di stato ? Le verità sulle stragi italiane? Verità inconfessabili della prima Repubblica? O semplicemente lettere di considerazioni sulla situazione politica attuale? Non lo sapremo mai. Di certo sappiamo che la ricostruzione degli anni bui della storia repubblicana sarà sempre più difficile. Con Cossiga perdiamo una mente che certamente conosceva benissimo cosà è accaduto veramente negli anni della “strategia della tensione” ( Henry Kissinger, ex segretario di stato Usa ne sa sicuramente di più) e degli “anni di piombo”. Alla storia spetta ora giudicare Francesco Cossiga, nel bene e nel male.

 

 

 

 

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