Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Vladimir Putin e Marine Le Pen, un’alleanza che vale milioni di euro

 

 

di Nicola Lofoco

da Agoravox.it

Per Vladimir Putin non è certo il periodo più felice e fortunato da quando siede sul podio del potere russo. Tra la crisi siriana e quella ucraina, il capo del Cremlino non passa certamente giornate tranquille. In questo periodo, però stanno passando inosservati i rapporti ufficiali tra l’ex capo del Kgb e gli europei. Non è un mistero che gli interessi economici ed energetici tra Russia ed Unione Europea sono abbastanza chiari e cristallini, non lo sono solo per chi non vuole vedere l’evidenza di un ciclopico giro d’affari che collega Mosca con tutta l’Europa. 

Tra i tanti anelli di interesse vi è senza ombra di dubbio quello del fattore energetico, in quanto quasi tutta l’Unione Europea è dipendente in modo ineludibile dal gas russo prodotto dalla compagnia Gazprom che sino ad oggi è riuscita a portare nel cuore dell’Europa il suo prezioso approvvigionamento energetico grazie ai gasdotti presenti in Ucraina. La crisi che imperversa sul territorio ucraino ormai da un anno ha reso sempre più tesi i rapporti tra Vladimir Putin e tutti i governi europei, tanto da indurre lo stesso presidente russo ad occupare la Crimea e a sentirsi tirare le orecchie dalla comunità internazionale imponendo alla Russia delle forti sanzioni economiche (bloccate da poco dall’Italia).

Ma non dobbiamo scordare che tutta la nazione resta ancora oggi una vera e propria terra di  conquista per i prodotti europei. Una prateria di mercati che fanno gola a tanti, Germania in testa. Non dimentichiamo che Angela Merkel può vantarsi di essere il cancelliere della prima potenza economica europea grazie anche alle preziose esportazioni che ogni anno la Germania compie verso la Russia ed ora intralciate dalle sanzioni. Ma Putin è uomo astuto ed intelligente ed ha capito molto bene tutto questo da tanto tempo. Ha quindi iniziato a una nuova partita a scacchi con tutta l’Unione giocando sempre più al rialzo: ha giocato la carta del progetto South Stream, che dovrebbe collegare tutto il sud Europa alla Russia con un nuovo gasdotto della Gazprom senza passare dalla tanto discussa Ucraina.

Un affare che vale miliardi di euro anche per noi italiani se consideriamo che nel progetto è coinvolta anche l’ENI. Il presidente russo ha annunciato già dallo scorso mese di Luglio la sospensione della sua costruzione, mandando su tutte le furie tutte le aziende coinvolte nel progetto e mettendo in crisi l’atteggiamento verso la Russia di tutti i governi europei che chiedono sanzioni economiche più pesanti nei confronti di Mosca a causa della crisi Ucraina. A questo punto è chiaro che Putin gioca una sua personale partita sfidando l’Europa sulla dipendenza energetica. Ma è anche lapalissiano che Putin cerca nuovi alleati e nuovi amici “compiacenti” verso la sue iniziative.

Quale miglior alleato e miglior amico di Marine Le Pen, leader dell’ ultradestra xenofoba francese del Front National, e vicinissima alla politica adottata dall’ex capo del Kgb in Russia? Nazionalismo intenso, corporativismo profondo ed antieuropeismo ossessivo sono solo alcuni dei punti cardini che mettono in accordo Putin con la Le Pen. Il maxi finanziamento di ben 11 milioni di euro (9 secondo altri) incanalati da Mosca verso il Front National per l’ultima campagna elettorale francese (dove non ha vinto ma ha visto crescere in modo significativo i suoi consensi) ha messo il sigillo su questa nuova ed inedita alleanza da cui potrebbero dipendere molte cose per tutti noi europei.

Un eventuale vittoria di Marine Le Pen alle elezioni presidenziali francesi previste per il 2017 cambierebbe il volto della geopolitica europea favorendo la crescita di tutta l’estrema destra in tutto il continente oltre che a rendere ancora più corposo il club dei paesi euroscettici. Ma, soprattutto, consegnerebbe alla Russia un alleato di ferro sulle decisioni da prendere in tutta Europa sul consumo energetico proveniente dai gasdotti russi. E le ripercussioni economiche non sarebbero di poco conto. Gli europei sono avvisati.

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