Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Il volo dei corvi sulla Tunisia

 

 di Nicola Lofoco

Dopo l’attentato al museo Bardo di Tunisi, rivendicato dallo Stato Islamico, si sono scatenate le solite considerazioni polemiche nei confronti della religione islamica e dell’immigrazione. Con annesse tutte le critiche alle autorità tunisine che non avrebbero cercato di compiere tutto il necessario per evitare l’attentato. Putroppo è sempre facile sparare a zero sempre e comunque, senza effettuare una analisi seria ed approfondita su quanto realmente accaduto. 

Questa volta, rispetto ai recenti attentati in Francia e Danimarca, il tutto ci riguarda da vicino. Sono stati ben quattro, infatti, gli italiani che hanno perso la vita  uccisi dalle pallottole cariche di odio dei fondamentalisti islamici. Quello che è accaduto a Tunisi ha suscitato anche stupore tra chi riteneva la Tunisia l’isola felice del mondo arabo, ritenendola tra i più occidentalizzati paesi del Maghreb ed immune dalle minacce provenienti dal radicalismo islamico. 

Una foto del 2011 della Jasmine Revolution in Tunisia

A questo punto però, dovremmo tutti chiederci in quale direzione politica stanno andando tutte le nazioni che avevano dato orgini alle cosiddette " Primavere" del 2011. Il fondamentalismo islamico si sta fondendo in maniera preoccupante con il badinditismo comune, non solo in Tunisia ma anche in Libia , Siria e Yemen. Forse è arrivato il tempo di viglilare sul volo dei corvi neri su queste nazioni. Forse è ora di svegliarsi, altrimenti potremmio avere brutte sorprese quando ci saremo svegliati.

 

 

 

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