Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

La strage di Parigi, l'Isis , Al Quaeda e la Siria. Un intreccio devastante

 di Nicola Lofoco

Di quello che è accaduto a Parigi lo scorso 7 Gennaio ne abbiamo parlato tanto, in modo eloquente con una cronaca giornalistica precisa al puntino. Il massacro  dell’intera redazione del settimanale satirico francese “ Charlie Hebdo “ compiuta dai fratelli Chouaki è stato il tragico battesimo del 2015 per la cronaca nera internazionale. La mattanza è poi continuata con gli omicidi di una poliziotta e di alcuni civili in un negozio eseguiti da un loro complice,  Amedy Coulibaly.

Immediatamente si sono scatenate le polemiche sul terrorismo internazionale legato al fondamentalismo islamico, sul concetto di Jihad e sul rapporto tra Occidente ed Islam. Tutti temi che necessiterebbero di analisi accurate ed approfondite, perché riguardano tematiche complesse che troppo spesso vengono affrontate in maniera approssimativa senza quella profonda e necessaria riflessione. Sia sui giornali , sul web o nei tanto discussi Talk show televisivi si tende sempre a voler chiudere e sintetizzare il tutto con poche frasi fatte , rendendo la comprensione reale del problema molto distante dalla realtà. In ogni caso credo sia giusto soffermarsi su un particolare che è stato citato ma non ben approfondito. I fratelli Chouaki durante i momenti in cui hanno compiuto l’eccidio di Parigi hanno tenuto a sottolineare una cosa ben precisa : " Siamo di Al Quaeda"-

Nelle prime confuse notizie sui due inquietanti fratelli francesi si era sparsa la voce che entrambi si erano addestrati ed avevano combattuto in Siria. Notizia che non ha trovato conferma, in quanto è stata trovata solo traccia di un addestramento fatto da uno di loro nello Yemen, dove nel 2011 era stato ucciso da un drone americano Anwar Al Alwaki , da molti ritenuto il possibile successore di Osama Bin Landen alla guida dell’organizzazione. Il fatto di aver insistito nel voler evidenziare la loro appartenenza ad Al Quaeda non è però da sottovalutare.

Ricordiamo ora che il cosiddetto “ Stato Islamico dell’ Iraq e del Levante” , meglio conosciuto come Isis occupa ora una vasta aerea sia della Siria quanto dell’Iraq. Ed è un organizzazione che ha indubbiamente fatto le proprie fortune grazie alla tragedia della crisi siriana dove ha iniziato a combattere e ramificarsi grazie anche ai cospicui finanziamenti ed appoggi prevalentemente sauditi. L’Isis è diventato ora un vero e proprio faro dei fondamentalisti islamici di tutto il mondo, un ruolo che sino a poco tempo fa era scolpito nell’ immagine di Al Quaeda .

Siamo quindi arrivati ad una mera “ concorrenza jihadista “ tra le due organizzazioni, dove una tende a scavalcare l’altra nella visibilità e nella propaganda. La strage di Parigi è stata anche questo: il tentativo dei seguaci di Osama Bin Laden di potersi riaccreditare anche a livello mondiale come il vero Totem del fondamentalismo islamico nel mondo, ruolo che l’Isis gli ha ormai tolto in maniera evidente. E sino a quando ci sarà questa concorrenza terroristica tra “ fratelli coltelli” gli atti di terrorismo potrebbero aumentare in maniera esponenziale e pericolosa per tutti noi. Un nuovo grande problema nato dalle fortune dell’ Isis fatte grazie alla guerra in Siria, un conflitto che ormai da quattro anni sta devastando l’intera regione e che nessuno riesce a fermare. L’ Occidente è avvisato.

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