Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

" Per non dimenticare Aldo Moro, per conoscere la nostra storia"

di Nicola Lofoco

“ Per non dimenticare Aldo Moro, per conoscere la nostra storia”. Questo è il nome che è stato dato ad un nuovo volume reperibile nelle librerie che raccoglie il lavoro di numerosi studenti di alcune scuole italiane che hanno voluto ricordare la scomparsa dello statista democristiano, dalla quale sono passati esattamente ben 31 anni, il 9 Maggio del 1978.  La presentazione è stata Venerdi 8 Maggio nella sala della Provincia di Viterbo, ed è stata promossa dal “Centro documentazione Archivio Flamigni”. Presenti, il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli, la direttrice del centro Ilaria Moroni, l’ex senatore del P.c.i. Sergio Flamigni, il direttore dell’archivio di stato di Viterbo dott. Augusto Goletti, il  Segretario provinciale della Flc Cgil di Viterbo, Giuseppe Di Russo. Presenti inoltre in aula esponenti dell’Università della Tuscia, studenti e dirigenti scolastici. Le scuole che anno contribuito alla realizzazione del volume sono state l’I.T.C.G. “Carlo Alberto dalla Chiesa” di Montefiascone, l’Istituto comprensivo di Montefiascone, l’Istituto Magistrale statale “S. Rosa da Viterbo”, l’Istituto superiore “Fabio Besta” di Orte, il Liceo Ginnasio statale Romagnosi di Parma. Giuseppe Di Russo ha sottolineato l’importanza del lavoro fatto dagli studenti, tendente a “comprendere bene i fatti”. Il dott. Augusto Goletti ha messo in evidenza invece “ l’importanza di trasmettere la memoria della storia a tutti i giovani”.

 

“ E’ importante” ha proseguito Goletti, “che i giovani si rendano conto della storia italiana degli ultimi 60 anni, dalla strage di Portella della Ginestra in poi, formando in loro una coscienza critica sul nostro passato ”. Il sen. Sergio Flamigni, parlamentare del P.c.i. per 30 anni, che da anni continua ad indagare sul caso Moro, dopo aver ringraziato la Provincia di Viterbo per la particolare sensibilità con cui è stata vicina all’iniziativa, ricorda come ancora oggi sulla morte di Aldo Moro vi siano “ancora aperti numerosi interrogativi” e snocciola con precisione gli ostacoli che gli studiosi incontrano nel voler consultare i documenti del Ministero degli Interni relativi alla prigione di Moro.

“ Nel 1994 scrissi all’allora Ministro degli Interni Roberto Maroni di poter consultare quei documenti. Mi fu risposto che erano coperti da segreto di stato,e che la loro consultazione avrebbe violato la legge”. “Ma il 3 agosto 2007”prosegue Flamigni, “ è stata votata dal parlamento una legge che rende l’obbligatorietà del segreto di stato non superiore dai 15 a 30 anni. Ho quindi scritto nuovamente all’attuale Ministro degli Interni, che è ancora Maroni, ma non ho ancora ricevuto una risposta alla mia richiesta”. In ben 31 anni su tutto questo si sono fatti film, dossier, documentari , si sono scritti libri, eppure molti lati oscuri della vicenda non sono ancora chiariti. E non sono neanche bastate le inchieste fatte dalla ormai sciolta commissione stragi.

Anche la strage di Piazza Fontana, avvenuta il 12 Dicembre 1969, che provocò la morte di ben 17 persone, non ha ancora dato un volto ed un nome agli autori dell’eccidio. Durante il dibattito sono state anche premiate tesi di laurea e di dottorato di ricerca inerenti al premio “Violenza Politica e difesa della democrazia nell’Italia repubblicana, dalla strage di Portella della Ginestra al caso Moro”, in cui tutti i premiati hanno avuto modo di esporre le loro tesi sulla storia dello stragismo italiano. Il dibattito è stato  chiuso dal presidente della provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, che ha ricordato “ L’importanza politica di ricostruire la vicenda di Aldo Moro , continuando anche in questo ad avere scambi e momenti di confronto con le scuole”.

 

da Liberazione , Maggio 2009

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