Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Addio testimoni: morti i Navy Seals che “uccisero” Bin Laden

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Attenti: i mitici Navy Seals, gli incursioni della marina americana protagonisti della spettacolare “uccisione” di Osama Bin Laden saranno eliminati nel corso di un tragico ma «provvidenziale incidente militare». La “profezia” era stata annunciata dal sito “Infowars” subito dopo la clamorosa operazione che le forze Usa avrebbero condotto ad Abbottabad, in Pakistan, dove il 2 maggio 2011 avrebbero localizzato, catturato e ucciso Bin Laden, facendone poi sparire il corpo senza neppure diffonderne una fotografia.   Per arrivare all’incidente, “provvidenziale” o meno, sono bastati tre mesi: il 7 agosto è caduto in Afghanistan un elicottero “Chinook” con a bordo una trentina di uomini, 17 dei quali appartenenti all’unità speciale reduce dal “blitz” di Abbottabad. Una “vendetta dei talebani” o il seppellimento definitivo di una colossale menzogna? «L’eliminazione di 30 uomini delle forze speciali degli Stati Uniti nello schianto di un elicottero “Chinook” in Afghanistan – scrive Finian Cunningham, corrispondente irlandese del “Global Research Institute”, l’osservatorio mondiale sulla globalizzazione diretto dall’accademico canadese Michel Chossudovsky – arriva in un periodo in cui la versione ufficiale di Washington sul modo in cui è stata eseguita l’uccisione di Osama Bin Laden stava crollando sotto i colpi dell’incredulità. Tra i 38 morti nel disastro dell’elicottero – la più grande perdita di vite statunitensi avvenuta in una singola occasione nel corso della decennale guerra di occupazione dell’Afghanistan – si pensa che vi siano molti dei 17 Navy Seals coinvolti nell’esecuzione di Osama Bin Laden all’inizio di maggio. Tra i morti sono compresi anche altri membri delle forze speciali Usa e dei commando afghani». I primi servizi dei media occidentali, continua Cunningham, indicavano che il “Chinook” potrebbe essere stato coinvolto in una considerevole operazione militare contro la resistenza afghana, al momento in cui è stato abbattuto nella provincia di Wardak, poco a ovest della capitale Kabul, alle prime ore di sabato. Si è riferito che alcune fonti fra i Taliban hanno affermato che i loro militanti hanno abbattuto il “Chinook” con un lancio di razzi. Versione non smentita dai funzionari militari statunitensi, che dichiarano che stanno comunque indagando sulle cause dello schianto. «Tuttavia – rileva il “Global Research Institute” – appare significativo che fonti anonime Usa abbiano raccontato agli organi di informazione che ritenevano che l’elicottero sia stato abbattuto». Strano, fa notare Cunningham: «Perché le fonti militari statunitensi vogliono offrire ai combattenti nemici un così spettacolare colpo propagandistico? Forse – si risponde l’analista irlandese – giova gli interessi degli Usa distrarre dal motivo e dalle cause reali dello schianto dell’elicottero, sia stato esso colpito o meno da un razzo». Il problema semmai è l’eventuale movente: perché colpire proprio quel velivolo? «Funzionari statunitensi – spiega ancora Cunningham – hanno ammesso che i Navy Seals deceduti facevano parte dell’unità “Team 6” che avrebbe eseguito l’assassinio, lo scorso maggio, della presunta “mente” dell’11 Settembre, Osama Bin Laden». Fin dai primordi, continua il “Global Research Institute”, il resoconto di Washington in merito al modo in cui le sue forze speciali hanno ammazzato Bin Laden presso il suo complesso residenziale di Abbottabad, nel nord del Pakistan, era squarciato dalle contraddizioni. Perché mai, una volta liquidato, Bin Laden è stato seppellito in mare in fretta e furia? Come ha potuto il “terrorista numero uno” a livello mondiale risiedere, senza essere notato, ad appena poche miglia dal quartier generale militare pakistano di Rawalpindi? «In tutta evidenza – aggiunge Cunningham – diverse fonti ben informate sono convinte che Bin Laden sia morto per cause naturali dieci anni fa». Il saggista americano Ralph Schoenman, già assistente di Bertrand Russel, ha respinto la presunta esecuzione dei Navy Seals come «una grande bugia». Dalle indagini condotte nel corso di vari anni in Pakistan, Schoenman ha dichiarato a “Global Research”: «Ho intervistato vari membri dei servizi segreti pakistani e diversi militanti, e tutti hanno confermato che Bin Laden è morto per insufficienza renale oltre dieci anni fa». Più di recente, come riferisce l’economista Paul Craig Roberts, stratega della politica economica di Ronald Reagan, i pakistani del luogo hanno affermato che l’operazione dei Navy Seals ad Abbottabad è finita «in un disastro», con uno dei tre elicotteri esploso sul terreno, mentre gli altri due “Black Hawk” non sarebbero mai neppure atterrati, preferendo volare via subito dopo l’esplosione: come avrebbero potuto poi “smaltire in mare” un cadavere inesistente? Comunque siano andate davvero le cose, «le persone chiave che conoscerebbero la verità sull’incredibile assassinio di Bin Laden da parte di Washington, sono ora indisponibili ai commenti. Caso chiuso», ribadisce Cunningham. Il direttore di “Megachip”, Pino Cabras, è il primo a citare lo “scoop profetico” di “Infowars” all’indomani del “blitz” narrato dai media: il sito indipendente alludeva infatti alla prevedibile eliminazione, «nel giro di poco tempo», dei Navy Seals «coinvolti nella misteriosa operazione che aveva depennato ufficialmente Bin Laden dagli attori del grande show della guerra». Sempre “Infowars” citava casi analoghi – protagonisti i servizi segreti americani, ma anche quelli russi e di altri paesi – in cui le “operazioni coperte” sono state ulteriormente “sigillate”, e per sempre, «sacrificandone i protagonisti». L’articolo di Finian Cunningham, osserva Cabras, offre perciò un’interpretazione suggestiva del tragico incidente occorso al “Team 6” dei Navy Seals. «L’interpretazione non è tuttavia suffragata da prove», premette il direttore di “Megachip”, che – per dovere di cronaca – ricorda che funzionari governativi Usa hanno dichiarato all’agenzia “Associated Press” di «ritenere» che nessuno dei super-soldati morti nello schianto dell’elicottero “Chinook” avesse preso parte al raid che ha ucciso Bin Laden, nonostante l’appartenenza alla stessa unità impiegata nell’operazione di Abbottabad, dove peraltro – aggiunge Cabras, citando le testimonianze a caldo raccolte dai reporter di “Cctv” fra gli abitanti della località pakistana – nessuno ha creduto neppure per un attimo che Bin Laden fosse mai stato davvero lì: i residenti di Abbottabad «si ritenevano tranquillamente sicuri che quella strana operazione fosse una bufala», mentre la stessa squadra antiterrorismo del Pakistan «non era in grado di confermare l’uccisione». Attenti: i mitici Navy Seals, gli incursioni della marina americana protagonisti della spettacolare “uccisione” di Osama Bin Laden saranno eliminati nel corso di un tragico ma «provvidenziale incidente militare». La “profezia” era stata annunciata dal sito “Infowars” subito dopo la clamorosa operazione che le forze Usa avrebbero condotto ad Abbottabad, in Pakistan, dove il 2 maggio 2011 avrebbero localizzato, catturato e ucciso Bin Laden, facendone poi sparire il corpo senza neppure diffonderne una fotografia. Per arrivare all’incidente, “provvidenziale” o meno, sono bastati tre mesi: il 7 agosto è caduto in Afghanistan un elicottero “Chinook” con a bordo una trentina di uomini, 17 dei quali appartenenti all’unità speciale reduce dal “blitz” di Abbottabad. Una “vendetta dei talebani” o il seppellimento definitivo di una colossale menzogna? «L’eliminazione di 30 uomini delle forze speciali degli Stati Uniti nello schianto di un elicottero “Chinook” in Afghanistan – scrive Finian Cunningham, corrispondente irlandese del “Global Research Institute”, l’osservatorio mondiale sulla globalizzazione diretto dall’accademico canadese Michel Chossudovsky – arriva in un periodo in cui la versione ufficiale di Washington sul modo in cui è stata eseguita l’uccisione di Osama Bin Laden stava crollando sotto i colpi dell’incredulità. Tra i 38 morti nel disastro dell’elicottero – la più grande perdita di vite statunitensi avvenuta in una singola occasione nel corso della decennale guerra di occupazione dell’Afghanistan – si pensa che vi siano molti dei 17 Navy Seals coinvolti nell’esecuzione di Osama Bin Laden all’inizio di maggio. Tra i morti sono compresi anche altri membri delle forze speciali Usa e dei commando afghani». I primi servizi dei media occidentali, continua Cunningham, indicavano che il “Chinook” potrebbe essere stato coinvolto in una considerevole operazione militare contro la resistenza afghana, al momento in cui è stato abbattuto nella provincia di Wardak, poco a ovest della capitale Kabul, alle prime ore di sabato. Si è riferito che alcune fonti fra i Taliban hanno affermato che i loro militanti hanno abbattuto il “Chinook” con un lancio di razzi. Versione non smentita dai funzionari militari statunitensi, che dichiarano che stanno comunque indagando sulle cause dello schianto. «Tuttavia – rileva il “Global Research Institute” – appare significativo che fonti anonime Usa abbiano raccontato agli organi di informazione che ritenevano che l’elicottero sia stato abbattuto».Strano, fa notare Cunningham: «Perché le fonti militari statunitensi vogliono offrire ai combattenti nemici un così spettacolare colpo propagandistico? Forse – si risponde l’analista irlandese – giova gli interessi degli Usa distrarre dal motivo e dalle cause reali dello schianto dell’elicottero, sia stato esso colpito o meno da un razzo». Il problema semmai è l’eventuale movente: perché colpire proprio quel velivolo? «Funzionari statunitensi – spiega ancora Cunningham – hanno ammesso che i Navy Seals deceduti facevano parte dell’unità “Team 6” che avrebbe eseguito l’assassinio, lo scorso maggio, della presunta “mente” dell’11 Settembre, Osama Bin Laden». Fin dai primordi, continua il “Global Research Institute”, il resoconto di Washington in merito al modo in cui le sue forze speciali hanno ammazzato Bin Laden presso il suo complesso residenziale di Abbottabad, nel nord del Pakistan, era squarciato dalle contraddizioni. Perché mai, una volta liquidato, Bin Laden è stato seppellito in mare in fretta e furia? Come ha potuto il “terrorista numero uno” a livello mondiale risiedere, senza essere notato, ad appena poche miglia dal quartier generale militare pakistano di Rawalpindi? «In tutta evidenza – aggiunge Cunningham – diverse fonti ben informate sono convinte che Bin Laden sia morto per cause naturali dieci anni fa». Il saggista americano Ralph Schoenman, già assistente di Bertrand Russel, ha respinto la presunta esecuzione dei Navy Seals come «una grande bugia». Dalle indagini condotte nel corso di vari anni in Pakistan, Schoenman ha dichiarato a “Global Research”: «Ho intervistato vari membri dei servizi segreti pakistani e diversi militanti, e tutti hanno confermato che Bin Laden è morto per insufficienza renale oltre dieci anni fa». Più di recente, come riferisce l’economista Paul Craig Roberts, stratega della politica economica di Ronald Reagan, i pakistani del luogo hanno affermato che l’operazione dei Navy Seals ad Abbottabad è finita «in un disastro», con uno dei tre elicotteri esploso sul terreno, mentre gli altri due “Black Hawk” non sarebbero mai neppure atterrati, preferendo volare via subito dopo l’esplosione: come avrebbero potuto poi “smaltire in mare” un cadavere inesistente?Comunque siano andate davvero le cose, «le persone chiave che conoscerebbero la verità sull’incredibile assassinio di Bin Laden da parte di Washington, sono ora indisponibili ai commenti. Caso chiuso», ribadisce Cunningham. Il direttore di “Megachip”, Pino Cabras, è il primo a citare lo “scoop profetico” di “Infowars” all’indomani del “blitz” narrato dai media: il sito indipendente alludeva infatti alla prevedibile eliminazione, «nel giro di poco tempo», dei Navy Seals «coinvolti nella misteriosa operazione che aveva depennato ufficialmente Bin Laden dagli attori del grande show della guerra». Sempre “Infowars” citava casi analoghi – protagonisti i servizi segreti americani, ma anche quelli russi e di altri paesi – in cui le “operazioni coperte” sono state ulteriormente “sigillate”, e per sempre, «sacrificandone i protagonisti».L’articolo di Finian Cunningham, osserva Cabras, offre perciò un’interpretazione suggestiva del tragico incidente occorso al “Team 6” dei Navy Seals. «L’interpretazione non è tuttavia suffragata da prove», premette il direttore di “Megachip”, che – per dovere di cronaca – ricorda che funzionari governativi Usa hanno dichiarato all’agenzia “Associated Press” di «ritenere» che nessuno dei super-soldati morti nello schianto dell’elicottero “Chinook” avesse preso parte al raid che ha ucciso Bin Laden, nonostante l’appartenenza alla stessa unità impiegata nell’operazione di Abbottabad, dove peraltro – aggiunge Cabras, citando le testimonianze a caldo raccolte dai reporter di “Cctv” fra gli abitanti della località pakistana – nessuno ha creduto neppure per un attimo che Bin Laden fosse mai stato davvero lì: i residenti di Abbottabad «si ritenevano tranquillamente sicuri che quella strana operazione fosse una bufala», mentre la stessa squadra antiterrorismo del Pakistan «non era in grado di confermare l’uccisione».

 

 

 

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