Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Golpe Borghese:misteri e complicità

di Nicola Lofoco

Roma, 1970. Notte tra il 7 e l’8 Dicembre. Gruppi militari armati, comandati dal principe  Junio Valerio Borghese, ex comandante della X-MAS della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, occupano l’armeria del Ministero degli Interni. Inizia la distribuzione di armi di ogni tipo a componenti del commando armato. Il tutto nel quadro di un ambigua operazione per compiere un colpo di stato. Questo avvenimento passerà alla storia come il cosiddetto tentativo di colpo di stato della “Notte dell’Immacolata“.Nome in codice dell’operazione “Tora Tora“.

Un golpe che non verrà mai compiuto perché durante quella gelida la notte di inverno lo stesso Borghese darà l’ordine di annullamento dell’ operazione. Le varie commissioni parlamentari di inchiesta e le varie inchieste giudiziarie hanno accertato che Borghese, da molti soprannominato “il principe nero”, dopo aver fondato il “Fronte Nazionale” aveva raccolto ed organizzato sotto questa sigla un gran numero di neofascisti pronti a sovvertire l’ordine democratico dello stato italiano, il tutto in stretto contatto con altre organizzazioni neofasciste come Ordine Nuovo e Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale. Sin dal 1969  il Fronte Nazionale aveva costituito gruppi clandestini armati e aveva stretto rapporti con settori strategici delle forze armate.

Borghese stesso aveva predisposto il piano “Tora Tora” , che prevedeva l’intervento di gruppi armati su diversi obbiettivi di alta importanza strategica. Sarebbero dovuti essere occupati il Ministero degli interni, il Ministero della difesa, la sede della Radio Televisione Italiana e gli impianti telefonici e di radiocomunicazione nazionale. Tutti i segretari e rappresentanti politici dei partiti presenti in parlamento arrestati e messi in isolamento. Il Principe Borghese avrebbe quindi poi letto un “proclama” televisivo alla Rai . Ecco il testo di quel discorso mai pronunciato dal principe nero: “Italiani, l’auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di Stato ha avuto luogo. La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato, ha portato l’Italia sull’orlo dello sfacelo economico e morale, ha cessato di esistere. Nelle prossime ore, con successivi bollettini, vi verranno indicati i provvedimenti più immediati e idonei a fronteggiare gli attuali squilibri della Nazione”. Una svolta politica strettamente autoritaria, con il disfacimento della struttura democratica dello stato e l’inizio di un nuovo regime italiano dopo quello fascista.

A collaborare a questo progetto eversivo anche militanti di Avanguardia Nazionale, capeggiati da Stefano delle Chiaie, che erano entrati quella notte nel Ministero dell’Interno. Il missino Sandro Saccucci, che verrà arrestato nel 1971 per cospirazione contro lo stato, avrebbe dovuto assumere il comando del Servizio Informazioni Difesa (SID). 

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