Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Alberto Franceschini: quando fondai le Brigate Rosse

di Nicola Lofoco

 

( Quarta ed ultima parte) 

Che idea ti sei fatto , invece, del professor Giovanni Senzani, uomo al quale viene attribuito il comando delle Br negli anni ’80 ?

Sicuramente ad un certo punto le Brigate Rosse si divisero in due. Ma dopo la vicenda Moro possiamo dire che diventarono cinque o sei.  La frantumazione a cui le Br andarono incontro agli inizi degli anni ’80 fu gravissima. Senzani fù quello che fondò il “partito guerriglia”. E’ certamente una figura molto misteriosa, in quanto si è parlato anche di suoi rapporti con i servizi segreti. 

Sul caso Moro ci sono ancora oggi molti punti oscuri. Tu che idea ti sei fatto su come siano andate effettivamente le cose durante i 55 giorni del sequestro?   

Questo è un lavoro che dovrebbe essere fatto da degli storici esperti. Certamente, per quel che ne so, in questi giorni le attività dei servizi segreti internazionali sono state determinanti. Si sono attivate tantissime organizzazioni, segrete e non, tutte mosse da specifici interessi personali. Per farla breve, uso questo termine: ci si è trovati in un enorme “casino”. La commissioni stragi hanno fatto tanto sino ad ora. Il vero punto è che sul caso Moro noi abbiamo oggi soltanto una verità giudiziaria, ma non una verità politica.

In carcere siete stati contattati da esponenti del PSI, che era il “partito della trattativa” : Ma voi avevate davvero l’impressione che il PSI volesse la liberazione di Moro esclusivamente per motivi umanitari?

La trattativa del PSI , fatta dal suo segretario Craxi, per noi non trovava alcun fondamento. Vi fu un momento in cui, ad esempio, la trattativa poteva chiudersi. Vi fù un accordo sulla chiusura del carcere dell’Asinara. Non appena divulgata la notizia , noi avremmo fatto un pubblico comunicato nel quale affermavamo che la vita di Moro andava salvata. Era un accordo ragionevolissimo  ma, dopo, il PSI non ci diete più alcuna risposta. Per cui ho sempre creduto che l’operazione di Craxi non era di tipo umanitario ma semplicemente di “ mercato politico”: lui voleva solo crearsi un solco tra DC e PCI , schierati entrambi per la fermezza, nel quale fare emergere il PSI.

Comunque, se voi dal carcere dicevate che Moro andava liberato , chi stava gestendo il sequestro , secondo te, vi avrebbe dato ascolto ?

Non lo so, questa è una cosa che mi sono sempre chiesto. Loro si sarebbero trovati in una situazione non semplice , in quanto, per giustificare l’omicidio di Moro  avrebbero dovuto attaccarci , dicendo  che le nostre scelte erano sbagliate. Non so proprio se il nostro intervento sarebbe servito a salvare la vita di Moro. Noi non avevamo ottenuto niente e , di conseguenza, non potevamo dire “ liberate Moro senza nulla in cambio”.

Per concludere , cosa diresti sulla tua esperienza nella Brigate Rosse?

Adesso non vorrei ricordare più alcune cose del passato. Ma è inutile negarlo: questo è impossibile , in quanto il fatto di aver fondato le Br ha segnato, in maniera indelebile, la mia vita. Ho iniziato tutto questo quasi per gioco e, invece, mi rendo conto che è nato qualcosa che ha segnato la storia d’Italia.

Alberto Franceschini si è dissociato dalla lotta armata il 21 Febbraio 1987, con una dichiarazione sottoscritta dal carcere romano di Rebibbia

 

                               

 

 

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