Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Addio Gallinari, Addio Verità

di Nicola Lofoco

 

E' morto all' età di 62 anni l' ex brigatista rosso Prospero Gallinari. E' stato stroncato da un infarto mentre usciva con la sua auto dalla sua abitazione nei pressi di Reggio Emilia. Era da tempo in precarie condizioni di salute. Gallinari era un componente del commando Br che nel 1978 eseguì l'agguato di via Fani e divenne ,per i successivi 55 giorni, il carceriere di Aldo Moro.  Ecco cosa scrive sulla sua scomparsa ilmondo.it:  

 "Gallinari era quello che non doveva uscire mai dall'appartamento al piano terra di via Montalcini. Quello che dopo aver allestito dietro una libreria la prigione di Aldo Moro svolse il ruolo di cuoco e trascrittore. E che come ammise poi nel documentario francese "Eravamo le brigate rosse" si esaltò nel gestire l'ex leader della Democrazia Cristiana. Prospero Gallinari, 62 anni, e un passato legato all'organizzazione terroristica che caratterizzò gli anni di piombo è morto oggi nella sua natia Reggio Emilia.La sua vicenda da tempo, secondo chi indagò all'epoca sulle Br e che per anni ha cercato di portare alla luce ogni aspetto del "rapimento che sconvolse l'Italia", non faceva rima con mistero. "La sua vicenda è stata definita in modo quasi conclusivo - spiega Vladimiro Satta, autore di saggi e autorevole consulente della Commissione Stragi - Non ci sono punti oscuri".Le "ultime questioni" - continua Satta - riguardano la trascrizione delle lettere di Moro. "Alcune coincidenze con comunicazioni personali, le origini modeste, hanno permesso disovrapporre il ruolo di 'copista' con il nome di Gallinari. Dicerto la sua funzione era sicuramente esecutiva, da comprimario affidabile. Rispetto alle carte di Moro è stato chiarito che da Roma furono portate a Firenze, e poi a Milano".Questa "collocazione" è confermata, secondo gli osservatori della complessa vicenda che da cronaca è diventata storica, dal fatto che per anni è stato indicato come l'esecutore materiale dell'omicidio di Moro. "Si è portato questo peso attenendosi a quello che ci si attendeva lui", spiega un investigatore d'allora. Poi nel '93 arrivò il libro-intervista di Mario Moretti, in cui lo stesso si assumeva tutte le responsabilità d'aver premuto il grilletto della mitraglietta skorpion"      

Gallinari era stato l'unico brigatista, insieme a Mario Moretti, ad essere stato presente sia in via Fani che in via Montalcini, la prigione di Aldo Moro. Era, insomma, uno dei pochi che poteva fare luce sugli innumerevoli misteri che avvolgono ancora oggi l'intero " affaire Moro". Ma ora non c è più, e con lui se ne va un pezzo di verità sul delitto politico più grave della storia repubblicana.

 

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