Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Monti le primarie, il governo di Roma...

di Nicola Lofoco

 

Primarie, governo Monti e amministrazione del Comune di Roma. Ne parliamo con l’ex ministro del Trasporti dell’ultimo governo Prodi, il prof. Alessandro Bianchi, sostenuto dal movimento “Progetto Roma”.Le elezioni previste nella primavera del 2013 per il rinnovo del nuovo consiglio comunale e per nominare il nuovo sindaco di Roma giungono in un momento estremamente difficile e delicato. La grande crisi  economica ed il confuso ed incerto scenario politico saranno la cornice di queste importanti elezioni. Anche questa volta la competizione elettorale al comune di Roma coinciderà con le elezioni politiche, come è successo nel 2001, 2006 e 2008, vale a dire le ultime tre tornate elettorali comunali. Ed in tutti questi tre ultimi casi il voto dei cittadini romani è stato fortemente condizionato dalla campagna elettorale delle elezioni politiche, dove il ruolo dei mass media è enormemente forte. Sino a pochi mesi fa era scontata per il centrosinistra la candidatura del presidente uscente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, per sfidare l’ex ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno da 5 anni seduto sulla prima poltrona del Campidoglio. Ma ora per il fratello del celebre “commissario Montalbano” il futuro politico è cambiato. La caduta del governo regionale del Lazio guidato da Renata Polverini , travolto dalla vicenda del “caso Fiorito” e da tanti altri scandali, ha fatto si che Zingaretti presenti la sua candidatura alla Regione, lasciando un vero e proprio vuoto politico nel centrosinistra, che è ora orfano di un candidato a sindaco per la capitale. E si fanno i primi nomi dei possibili candidati, da David Sassoli, a Patrizia Prestipino, ad Alessandro Bianchi.

Per cominciare, cosa pensa delle primarie e sul loro peso in termini di partecipazione?

“Penso che le primarie siano uno strumento di partecipazione democratica, ma il loro esito effettivo dipende dalle regole con le quali si fanno e da come le si applicano. In realtà, rispetto alle primarie per il comune di Roma, io non ho ancora deciso se partecipare o no, perché ci sono tre questioni aperte tutte da chiarire. La prima è capire se le primarie per il comune di Roma si terranno. Se dice, infatti, che se ci fossero delle interferenze con le elezioni regionali, previste intorno al 20 Gennaio, le primarie potrebbero non tenersi. E vi sono altre due questioni fondamentali. Innanzitutto le regole delle primarie. Quelle di cui sto sentendo parlare vanno esattamente nelle direzione sbagliata. Bisognerebbe presentare una quantità enorme di firme che provengono ad esempio da una assemblea rilevante. Io sono dell’opinione che le primarie devono essere uno strumento inclusivo, mentre  se vengono fatte in questo modo, sono certamente esclusive, e a questo non sarei interessato. L’ultima condizione, e mi sembra anche la più cogente, e che si dovrebbe trattare di primarie di coalizione. E a questo punto vorrei sapere di quale coalizione stiamo parlando. Ad oggi, ad esempio, con quale coalizione mi dovrei candidare? Con una coalizione che comprende l’Udc e Sel, una delle due o nessuna delle due? Tutto questo non è affatto chiaro. E sino a quando tutto questo non sarà chiarito, non sarò nelle condizioni di dire se parteciperò alle primarie”.

Le prossime elezioni politiche saranno le prime, dopo ben 18 anni, che non vedranno la candidatura a premier di Silvio Berlusconi, sostituito alla fine del 2011 da Mario Monti, colui il quale governa ancora l’Italia e la guiderà sino alle prossime elezioni. Cosa ne pensa dell’operato del governo Monti?

“Il giudizio sul governo monti Monti credo vada distinto in due parti. La prima riguarda il fatto che il suo arrivo a Palazzo Chigi ha determinato la scomparsa di Berlusconi dalla scena politica. E questo, di per sé, è stato un fatto estremamente positivo. L’Italia finalmente si è liberata del peggior individuo comparso sulla scena politica italiana dal dopoguerra ad oggi. Berlusconi sta scomparendo da quell’immaginario collettivo che lo aveva costruito, che gli aveva dato quell’enorme consenso che ha avuto in questi anni e che lui ha usato per inquinare la politica italiana. E la fine della sua figura ha comportato lo sfacelo nel Pdl, il partito da lui fondato. Tutto questo è stato possibile grazie alla nomina a presidente del consiglio di Mario Monti, una persona di grande levatura internazionale e al di sopra delle parti. A Monti, poi, non possiamo non riconoscere un grande merito: quello di aver rimesso in piedi a livello internazionale l’immagine del nostro paese che ormai si era completamente deteriorata. Il secondo giudizio che bisogna dare è quello relativo ai provvedimenti in materie economiche e finanziarie varati dal governo Monti. Se dobbiamo riconoscere che è riuscito in una non facile opera di risanamento del bilancio dello Stato, dobbiamo riconoscere che non ha messo in piedi una politica di equità sociale. In fondo non è stato diverso da tutto quello che accadde nel 2007 con l’allora ministro dell’economia, Padoa Schioppa, quando si ottenne il risanamento del bilancio ma non l’equità sociale. Oggi siamo in un'analoga situazione. E dato che vi sono numerosissimi italiani con problemi di lavoro, redditi bassi e grandi difficoltà nella capacità d’acquisto, la risposta a tutti questi problemi verrà solo quando si riprenderà la produzione e lo sviluppo dell’economia. Per questo saranno necessario, anche in futuro, provvedimenti che vadano in questa direzione”.

L’On. Walter Veltroni ha recentemente dichiarato che non presenterà alle prossime elezioni politiche la propria candidatura. Come giudica questo sua decisione?

"Quella di Veltroni è una personalità molto complessa, soprattutto per chiunque ne conosca il percorso politico. Non dimentichiamo che già anni fa aveva annunciato che si sarebbe ritirato dalla politica, ma forse anche dall’Italia per andare altrove. E’ una persona che ama molto scrivere libri, discutere di temi culturali e d’impegno civile. Quello che ha fatto quando ha vinto le primarie nel 2008, lasciando il posto di sindaco di Roma, è un percorso politico complesso. Io, inizialmente, ho creduto nel suo progetto. E a Veltroni eviterei di attribuire, come molti fanno, le responsabilità maggiori della caduta del governo Prodi. Fino agli ultimi giorni del governo Prodi ho avuto modo di parlare con lui ed anche con il presidente, e non vi era affatto alcuna volontà da parte di Veltroni di abbreviare la vita del governo. La prospettiva che si auspicava era quella di arrivare sino al 2009, anno delle elezioni europee. E solo a quel punto sarebbe avvenuto il passaggio. Il suo progetto è stato basato sul dire 'andiamo da soli', e questo è stato visto da molti come un segno di rottura, di una volontà di non voler creare alleanze. Però non possiamo neanche dimenticarci che questa è stata la conseguenza di tutto quello che era avvenuto in quei giorni. Le varie componenti della sinistra si erano disimpegnate dal governo, favorendo la caduta di Prodi...".

Arrivando ad oggi...

"Il gesto di Veltroni di non presentarsi, che non credo fosse necessariamente richiesto, introduce il tema del ricambio generazionale: arrivati a 50 o 60 anni si dovrebbe andare via perché devono arrivare il ventenni o i trentenni. Onestamente questa norma non mi sembra corretta. Credo che l’intelligenza e le capacità di ogni singola persona non si giudicano dall’anagrafe, ma dalla mente. Però si è creata una oggettiva situazione di arroccamento dei gruppi dirigenti del Partito Democratico, che sono là ormai da molti anni. Chi proviene dall’ex Pci, chi dalla Margherita, chi dai Popolari ed altri ancora. E nessun tiene conto del discorso sul ricambio generazionale, restando tutti inamovibili sulle proprie posizioni. Da questo punto di vista, il gesto di Veltroni ha introdotto un meccanismo di ampia discussione, che ha convolto anche persone come D’Alema, la Bindi ed altri ancora. La cosa che vorrei assolutamente segnalare, invece, e che ritengo assolutamente deplorevole, è che si è messo in moto un meccanismo per cui si crede che queste persone che si trovano nel gruppi dirigenziali da diverso tempo, pur di lasciare il proprio posto alle nuove generazioni, debbano essere  sistemate ovunque sia possibile, magari a dirigere un istituto o altre cose. Questa credo sia davvero una pratica disdicevole”.

Roma è stata governata negli ultimi 5 anni da Gianni Alemanno. Quale è il suo giudizio sull’operato dell’ex-ministro delle politiche agricole nelle capitale?

“Roma è una città grande, complessa, che racchiude in se stessa tante cose. E’ la capitale d’Italia e comprende la presenza di uno Stato, quello Vaticano. E’ una città che ha la presenza nelle sue viscere tutto lo Stato italiano, dagli apparati civili e militari. E’ certamente una città difficilissima da governare. Detto questo non vi è dubbio che l’amministrazione che fa capo al sindaco Alemanno ha inferto dei colpi durissimi alla capitale. In questi anni la sua giunta si è distinta per incapacità; non ha avuto idea di quali fossero realmente i problemi della città e di come affrontarli. La più grande incapacità è stata quella di non saper gestire un bilancio che è oggettivamente difficile da gestire ma che è stato letteralmente devastato. Ma soprattutto vi è stata una componente di vero malgoverno, dando spazio ad una corruzione dilagante e facendo del clientelismo sfrenato. Tutto questo deve finire. Fare il sindaco di Roma è un compito difficilissimo, ed Alemanno ha dimostrato che ampiamente di non essere all’altezza di questo compito, non avendo dimostrato neanche di averne la necessaria levatura morale”.

Quali saranno i capisaldi del programma che presenterebbe agli elettori che decideranno il prossimo sindaco di Roma?

“Per riassumere tutto in 3 punti, potremmo dire, prima di tutto, che è necessario mettere in campo idee nuove, che in questa città mancano completamente. La seconda cosa è la necessità di mettere in campo delle persone nuove, oneste e competenti. Chiederemo loro di mettere in campo le loro capacità ed il loro saper fare, e a mostrare anche a tutti quale è la loro impronta morale. Il terzo punto fondamentale sarà quello di mettere in campo delle nuove proposte molto concrete. Proposte che andranno nelle direzione di fare di Roma una città bella, efficiente, sicura e sostenibile, e mettere al di sotto di ognuno di questi titoli delle idee precise. Ad esempio stiamo puntando concretamente sulla creazione del parco dell’Appia Antica, e sulla rivitalizzazione del Tevere. Stiamo puntando anche a creare una nuova congiuntura tra centro e periferia, a ristrutturare l’edilizia pubblica e mettere in campo nuove misure contro il traffico impazzito della capitale”.

da www.infodem.it

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