Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Quando i quattrini valgono più della vita

di Nicola Lofoco

Ricordo bene le mie piacevoli passeggiate sul lungomare della mia città, la mia amata Bari. Il mare, l’aria profumata, i pescatori , lo storico teatro Margherita e tutto quello che di bello offre il litorale della città. E sì, la mia città, la mia Bari. La città di San Nicola e delle fragranti focacce. La città opulenta di frutti di mare, della Fiera del levante e del teatro Petruzzelli. La città che amo e dove ho trascorso oltre 30 anni della mia vita. Una città che mi hanno sempre insegnato a tenere nel cuore.   Ma anche una città che ultimamente è stata spesso citata nelle prime pagine della cronaca nazionale per i contestatissimi rapporti tra l’imprenditore Gianpaolo Tarantini e Silvio Berlusconi. E viene citata anche in questi giorni per una storia dai risvolti drammatici. I coniugi Antonia Azzolini e Salvatore De Salvo, da tempo senza una casa e senza lavoro, hanno deciso di chiudere definitivamente i conti con i loro drammi quotidiani. Hanno deciso di togliersi la vita. Il corpo di Salvatore è stato ritrovato in mare poche ore dopo il ritrovamento del cadavere della moglie Antonia. Un epilogo amaro per la storia degli sfortunati coniugi baresi, che avevano inutilmente chiesto aiuto alle istituzioni dal 2004, anno in cui Salvatore aveva perso il proprio lavoro da agente di commercio. Da anni vivevano di stenti e con una misera pensione di 400 euro al mese, ed erano ospitati in una gelida stanza di una casa famiglia del capoluogo pugliese. In tutti questi anni la vita di Salvatore è stata un continuo barcamenarsi tra Regione e Comune, tra apparizioni in televisione ed appelli alla solidarietà. L’ultima doccia fredda la prende nel 2009, quando gli era stato promesso un lavoro presso la Asl di Bari. Ma a causa di un inchiesta giudiziaria sulle “assunzioni facili” nella Asl barese gli viene detto che non verrà assunto. Salvatore continua a restare disoccupato. Resta un miraggio il sogno di una vita normale, come resta anche solo un sogno quello di Antonia di accogliere la sera suo marito e di preparagli un piatto caldo in cui mangiare. Nessuna prospettiva di un futuro migliore. Davanti a Salvatore e Antonia solo un muro. Un muro di indifferenza da parte di tutti, di tutti quelli che potevano aiutarli. Ormai la vita umana dinanzi al profitto non vale più nulla. Ora puoi goderti le gioie della vita solo se hai il denaro. Se ha denaro fai quello che vuoi ed hai tanti amici. Se non lo hai, non fai nulla e non ti guarda in faccia nessuno. L’assessore al welfare del comune di Bari, Ludovico Abaticchio, commenta cosi la dolorosa vicenda: “l’Amministrazione Comunale di Bari ha garantito ai coniugi De Salvo assistenza e ospitalità sin dal luglio 2007, quando il nucleo familiare, a seguito di sfratto esecutivo per morosità, ha perso la casa. Da quel momento i coniugi sono stati ospitati nella comunità di accoglienza Soleluna e seguiti dai servizi sociali. Non potendo contare sul supporto o sull’ospitalità di parenti o amici, il 21 settembre 2011 in seguito ad ulteriori richieste di proroga di ospitalità, i coniugi sono stati trasferiti in una casa di riposo, l’hotel S. Francisco, sempre a carico dell’Amministrazione Comunale. Questa soluzione, scelta con il consenso dei coniugi, consentiva di assecondare la loro richiesta a non essere divisi, ma di essere ospitati in una camera matrimoniale. Per realizzare quest’ultimo trasferimento l’Amministrazione Comunale ha agito in deroga alle normative vigenti”. Per Abaticchio, insomma, era stato fatto tutto quello che a livello legale poteva fare l’amministrazione comunale per i due sfortunati coniugi. Ma ora non è il momento di riflettere su cosa si poteva o si doveva fare. Bisogna riflettere sul perché un marito ed una moglie considerino la morte migliore della vita. Ciao Antonia, ciao Salvatore. Quando penserò alla mia città ora penserò anche voi. Nella speranza che nessuno vi dimentichi e capisca quanto purtroppo valga poco ora la vita umana.

da www.ondadelsud.it

 

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