Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

L' "Horror Show" della morte di Gheddafi: dopo tre anni a chi è servito ?

di Nicola Lofoco

Si è scritto e si è dibattuto tanto sulla Libia del “dopo Gheddafi”. Inizialmente in molti avevano parlato di una nazione finalmente libera, ma vi era anche chi sosteneva che in realtà la situazione politica non sarebbe sostanzialmente cambiata affatto. Altri invece affermavano che addirittura i libici avrebbero vissuto in un paese peggiore.

Per ora, e lo abbiamo ricordato più volte, la Libia è una nazione divisa ed oggetto di faide e rese dei conti tribali che vanno avanti ormai da tre anni, da quel 20 Ottobre 2011 quando Muammar Gheddafi venne letteralmente linciato in mondovisione. Quale ruolo avrà la Libia nel futuro assetto di tutto il mondo arabo è ancora tutto da vedere. L’unica cosa certa è che i libici vedono ogni giorno sventolare nuovamente sulle loro città la bandiera risalente al periodo monarchico che ha sostituito quella interamente di colore verde della Grande Giamahiria Araba Libica introdotta da Gheddafi nel 1977.

A distanza di tre anni dalla morte del Colonnello dobbiamo riflettere sul fatto che anche in Libia si è verificata la nuda e cruda legge della guerra: quella di avere un vinto ed un vincitore e quando si ricostruisce la storia di un conflitto occorre sempre riflettere su quello che Gianpaolo Pansa definiva “Il Sangue dei vinti”.  Il 20 Ottobre 2011  le immagini della cattura e della morte di Muhammar Gheddafi avvenuta a Sirte hanno fatto il giro del mondo, e sono passate alla storia come  immagini intensamente pesanti e violente , come lo sono state quelle del cadavere  dello stesso Gheddafi  e del figlio Moutassem esposti dopo la morte nel mercato dei polli a Misurata. Su come sia avvenuta esattamente la morte del Rais il mistero regna sovrano, dato che i tanti video girati mostrano un Gheddafi vivo e poi successivamente morto, senza mostrare il momento in cui viene esattamente ucciso. Osservando bene uno dei filmati, si vede chiaramente quello che si può definire un vero e proprio scempio. Mentre Gheddafi viene catturato, ormai sfinito e con il volto coperto di sangue, si nota un ribelle che lo violenta, sodomizzandolo con un oggetto:

Tracey Shelton, corrispondente di “Global Post”, ha affermato che potrebbe trattarsi di una baionetta oppure di un altro utensile acuminato.  Queste immagini dimostrano , simbolicamente,  come il battesimo della nuova Libia nasceva certamente non all’insegna dei diritti  umani.  Sicuramente durante tutta la guerra civile anche i lealisti fedeli a Gheddafi non saranno di certo passati alla storia per aver scritto il libro Cuore, vedi il soprannome di “macellaio” dato a Khamis, il ventinovenne figlio di Gheddafi a capo della 32° Brigata militare , giudicata la più sanguinaria e violenta contro i rivoltosi. 

Ma si sa, in ogni guerra bisognerebbe sempre punire coloro i quali violano le convenzioni ed i diritti umani.  E sarebbe di ineludibile importanza punirli tutti. Ma spesso questa è una regola che viene sistematicamente dimenticata. Negli ultimi anni il web ha diffuso drammatiche immagini in materia. Forse tra le peggiori ricordiamo quelle di alcuni militari americani che  in Afghanistan urinavano  sopra i cadaveri di alcuni Taliban. Ma ormai compiere un gesto cosi spregevole è diventato normale, quasi fosse un trofeo di guerra viste le facce compiaciute di quei Marines mentre guardavano la telecamera. Dopo la morte di Gheddafi, il presidente americano Barack Obama dichiarava: “Ci rallegriamo di lavorare con il Consiglio nazionale di transizione e con un governo di transizione forte, nel momento in cui si preparano le prime elezioni libere e giuste”. Non sappiano quanto la Libia di domani sarà libera e giusta e quanto davvero sarà differente da quella della “Rivoluzione verde”. 

Di sicuro , con quelle vere e proprie abominevoli immagini, non iniziava nel nome e nel rispetto dei diritti umani. L’ex ministro della difesa italiano Ignazio La Russa si vantava di aver dato personalmente l’ordine alle forze armate italiane di partecipare alle operazioni militari contro la Libia ( fatte contro un uomo come Gheddafi con cui l’Italia ha da sempre fatto giganteschi affari ). Di sicuro in futuro non potrà vantarsi di aver appoggiato una coalizione ribelle che con il rispetto dei diritti umani non aveva nulla a che vedere. Ma , soprattutto, quell’ orrendo “ Horror Show “ in mondovisione a chi è servito?

You are here Home