Nicola Lofoco

Il giornalista può essere fazioso, il giornalismo non lo è mai

Alberto Franceschini: quando fondai le Brigate Rosse

di Nicola Lofoco 

( seconda parte)

Cosa pensi di Hyperyon ? *

“L’Hyperion è stato qualcosa di mai effettivamente spiegato. Indubbiamente era una struttura protetta dai servizi segreti ed il fatto stesso che non si è riusciti a chiarire il suo ruolo è già significativo. Inoltre, io ho letto le interviste che membri dell’ Hyperion hanno rilasciato ai giornali. In particolare ne ricordo una rilasciata all’ “ Espresso” da Corrado Simioni il suo fondatore. Simioni lo conosco benissimo ,e ti posso assicurare che tutto quello che lui e gli altri dichiarano sono tutte delle assolute falsità, e questo mi lascia assolutamente perplesso sul loro ruolo” 

  Roberto Sandalo , altro ex militante delle Br, in un intervista rilasciata ad Enzo Biagi, afferma che Moretti teneva segreto il numero di telefono dell’Hyperion ,e che solo lui poteva avere contatti con questa organizzazione che lui definiva “ essenziale “ nell’operato delle Br.

 “Moretti è uno di quelli che era molto amico di quelli dell’Hyperion e come loro resta un personaggio ambiguo”

Tu in persona hai seguito Andreotti, cercando di studiare un piano per il suo sequestro. Dopo l’ Settembre del 1974 , giorno in cui vieni arrestato, questo progetto non viene continuato a seguire dall’organizzazione. Perché?

“ Quando vengo arrestato, i carabinieri trovarono nelle mie tasche dei bigliettini con i numeri di telefono dello studio di Andreotti. Non fu difficile per loro capire che Andreotti era un nostro imminente obiettivo. Cosi fù sottoposto ad un rigido sistema di protezione, che impedì eventuali progetti di rapimento. Era giudicato inavvicinabile”

Arriviamo al rapimento di Aldo Moro, che avviene il 16 Marzo 1978. Tu sei tra i 13 detenuti per i quali le Br chiedono la liberazione in cambio della vita di Moro. Come vivi in carcere quel giorno?

“Quel giorno accadde qualcosa che per me era impensabile. Era un azione cosi grande che non sembrava vera. Fummo tutti colti da un istinto di “esaltazione “, anche se successivamente tutto andò a ridimensionarsi

Voi che eravate in carcere eravate convinti davvero che si potesse arrivare ad uno scambio instaurando davvero una trattativa ?

“Lo scambio di prigionieri non lo pensavamo . Era davvero difficile arrivare a questo. Pero credevamo che si potesse arrivare al altri compromessi: ritenevamo, ad esempio, che potesse bastare la chiusura della carceri speciali. Vi erano, in quel momento, due obiettivi: il primo, di tipo politico, tendente a destabilizzare la classe politica italiana, quando veniva detto nei comunicati che Moro stava facendo rivelazioni molto importanti alle Brigate Rosse. L’altro era di carattere “pratico”: ottenere qualche provvedimento sulla nostra richiesta

 

*HYPERION: fondato a Parigi dal brigatista rosso Corrado Simioni. E’ stato oggetto di numerose indagini che identificavano l’Hyperion come la vera base logistica ed operativa delle Brigate Rosse. Successive inchieste, non mai approfondite, si sono indirizzate su presunti collegamenti tra Hyperion e l’eversione di destra e su finanziamenti che l’istituto avrebbe ricevuto dagli Stati Uniti.

 (Fine seconda parte)

 

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